III tema di IV ginnasio

    immagina di essere un giornalista ed esponi in un articolo un fatto di cronaca avvenuta nel tuo paese o nel circondario raccontandolo con ricchezza di particolari o con uno stile particolarmente divertente o drammatico.


    QUESTA GIOVENTÙ MODERNA

    Richiamati dai carabinieri per il volume troppo alto, sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.

    TORREMAGGIORE. Fate attenzione la prossima volta che i vostri figli alzano il volume dello stereo al massimo, perchè potrebbero avere delle noie da qualche vicina un po' infastidita.
    E' di ieri sera, infatti, un episodio che sembra tratto da un libro di racconti fantastici e che mette in dubbio il futuro della nostra società, o perlomeno di una parte di essa: un gruppo di giovani come ce ne sono tanti, si è riunito in un'abitazione, non isolata, del quartiere "S. Matteo" per ascoltare un po' di musica e fare un po' di baldoria. Una vicina, definita dai ragazzi stessi "prevenuta" nei loro confronti, è stata colpita sin dall'inizio dall'insolita riunione, decidendo di stare in guardia. La simpatica signora, quando ha sentito che il volume dello stereo cominciava a esagerare, ha gentilmente chiesto alla comitiva di limitare questo inquinamento acustico, permettendole così di poter passare una tranquilla notte di riposo. Vedendosi sbattere la porta in faccia, la vispa sessantenne (che guardacaso si chiama Teresa) ha cominciato ad adirarsi sul serio e ha deciso di passare alle maniere forti: ha composto il 112 chiedendo l'intervento dei carabinieri, ma solo per avvertire i ragazzi che lei non avrebbe sopportato ancora per molto quel comportamento.
    All'arrivo dei carabinieri, presentatisi con calma e con tutta la gentilezza che fosse possibile usare in un caso come quello, i ragazzi sono d'un colpo letteralmente impazziti ed hanno cominciato a "barricarsi" in casa, chiudendo, anzi, sigillando porte e finestre. I carabinieri, credendo di trovarsi di fronte ad una banda di drogati o di spacciatori, sono entrati in azione prima richiamandoli ripetutamente, poi, visto che i giovani non rispondevano, hanno deciso di fare sul serio e, intimando loro di uscire, sono riusciti ad entrare e ad arrestarli tutti. Si sono trovati di fronte ad una ventina di giovani, di entrambi i sessi, alcuni dei quali hanno opposto resistenza divincolandosi e gridando: -Rivoluzione!- o addirittura cantando la Marsigliese! In quel momento le Forze dell'Ordine non hanno avuto alcun dubbio sul fatto di avere a che fare con ragazzi sotto l'effetto di alcolici o stupefacenti e li hanno sottoposti a delle analisi, dalle quali è però risultato che nessuno di loro fosse drogato o ubriaco; inoltre nell'appartamento in cui ha avuto luogo la festicciola incriminata non è stata ritrovata nessuna traccia della presenza di queste sostanze.
    Ma allora che cosa era successo? Tutto sembra essere chiarito, se mai un fatto del genere può essere chiaro, dai legali degli arrestati i quali hanno affermato che il comportamento dei ragazzi è stato dettato probabilmente dall'euforia provocata dalla musica e dall'aria di festa, nonché da un'innata voglia di scherzare col fuoco, tanto presente nei giovani di oggi, e dall'inaspettato intervento da parte dei carabinieri, che li ha colti di sorpresa. Gli ufficiali hanno dovuto così rilasciarli per "momentanea incapacità di intendere e volere". E mentre loro hanno qualche dubbio sulla veridicità della parola "momentanea", il sindaco di Torremaggiore si augura che questo sia solo un caso isolato.

    DEBORA D'ANDREA 20-01-1999

     

     

     


    V tema di IV ginnasio

    Cronaca in diretta di un cataclisma dell'antichità: nell'anno 79 d. C. l'eruzione del Vesuvio distrugge Pompei, Ercolano e Stabia.
    Riportandoti all'epoca come racconteresti questo terribile evento?

    Da quando siamo venuti a trascorrere l'estate qui a Pompei (questa è la prima volta) ho preso l'abitudine di alzarmi piuttosto tardi: sono le nove quando esco dal mio cubiculo e mi rendo conto di aver un po' esagerato quando sento mia madre che mi dice:- Ma come fai a dormire fino a quest'ora? Fa così caldo che non credo di aver riposato più di tre ore questa notte: il letto mi sembrava una fornace!- - Credo che solo tu abbia avuto così caldo in tutta Pompei: la temperatura s'è fatta più fresca, ed è naturale visto che sta per finire agosto. E' il 24 oggi, rammenti?-

    - Mia cara Tulliola, credi di avere dei genitori così vecchi da non ricordare nemmeno che giorno è oggi?- E' la voce profonda di mio padre che esce dal triclinio:- Orsù, vai ad aiutare tua madre: oggi avremo ospiti ed ho voglia di adornare la casa con dei vasi nuovi-. Solo ora mi accorgo della confusione che regna in strada. Nonostante le mie precedenti affermazioni circa la temperatura, mi rendo conto che essa è ancora alquanto elevata, così ho quasi voglia di mandare dei servi al mio posto. Ma la mia cara genitrice, che si è sempre vantata del suo buongusto, vuole scegliere personalmente la merce.
    Così ci rechiamo dal nostro vasaio di fiducia; entrando nella bottega mia madre lo saluta:- Ave, carissimo. Come va il Vesuvio questa mattina?- -Ma, guardi: pare che oggi voglia fare sul serio, dicono alcuni. Ma i più sono scettici: è successo altre volte di esserci allarmati per niente-. Ma allora è vero che è in attività! Devo dire che nonostante la tranquillità di tutti mi sento un po' preoccupata; mentre contrattano sui prezzi (mia madre ha sempre da discutere su questo argomento), io esco in strada e mi giro a guardare il tremendo vulcano: quanto fumo! Sorpresa come sono da quella vista, non mi accorgo che alle mie spalle un carretto sta per passare fino a quando l'auriga non comincia a inveirmi contro: con un balzo sono sul marciapiede, ancora alquanto scissa. Ma chi è quel maleducato che ride così di gusto? Mi giro e vedo Marco Claudio, per gli amici Claudio, piegato in due per le risate. Non credo che esista ragazzo più antipatico di lui: per giunta è anche mio cugino! - Non vedo che cosa ci sia da ridere: per poco quello non mi investiva!- - E' proprio questo il fatto divertente!- Risponde sfacciato con il volto ancora rigato dalle lacrime. - Credo che sia inutile dirti che tu sei proprio un maled....- Il mio discorso è improvvisamente interrotto da un boato tremendo. Istintivamente guardiamo tutti verso il vulcano, che ora sembra essere esploso. Mia madre, spaventatissima, è rimasta impietrita sulla porta della bottega, mentre l'aria comincia a diventare scura ed irrespirabile. Corro da lei e la trascino verso casa, dove mio padre raduna in una piccola borsa le cose più importanti. - Coraggio, dobbiamo scappare da qui!- - Ma dove vuoi andare?- Gli urla dietro mia madre, in preda al panico. Non fa in tempo a dire queste parole che cominciano a piovere dei piccoli sassolini dal cielo: li vedo cadere fragorosamente nell'impluvio. - Lapilli!- urla mio padre. - Presto, presto! Non possiamo sperare di salvarci se scappiamo verso Nord o verso Est come fanno tutti, dobbiamo tentare la via del mare!- Così cominciamo a correre verso Ovest, ma ben presto mi accorgo che mia madre è rimasta indietro. - Non potevo lasciare i miei gioielli in casa- ci urla dietro - Appartengono alla mia famiglia da molte generazioni, ormai! Vado verso di lei e le alleggerisco il carico. Ma nonostante questo io sono più svelta e finisco inevitabilmente per lasciarla indietro. Ma mentre ci avviciniamo al mare, sempre più a fatica per via dei lapilli che ingombrano la strada, mi giro per chiamarla e mi accorgo con orrore che è rimasta a terra immobile insieme a molti altri. Spalanco la bocca, ma non riesco a pronunciare neanche una parola: cado in ginocchio senza più forze. Sento delle braccia forti che mi alzano mentre i miei polmoni chiedono ossigeno....poi diventa tutto nero.

    Il cielo è grigiastro ma l'aria è ora più chiara e più limpida. Sento la barca ondeggiare dolcemente e mio padre che, con gli occhi lucidi e il volto rigato dalle lacrime, mi dice:- Sta' tranquilla, non c'è più niente di cui aver paura.

    DEBORA D'ANDREA 21-04-1999





    Tema del 2° Liceo

    Equazioni fin troppo scontate

    Islam: oscurantismo, sottomissione. Inferiore.

    Occidente: apertura, libertà. Superiore.

    Equazioni fin troppo scontate ai giorni nostri, direi. Nel momento in cui tutto l’Occidente si solleva sdegnato contro gli "unici, veri responsabili" di una situazione che sta mettendo in ginocchio il nostro Pianeta, chi mai potrebbe dar torto a tali affermazioni? Solo una mente chiusa ed estremista può dar forma alla mostruosità degli attentati di quel fatale 11 settembre; solo una mentalità arretrata e inferiore può pensare di risolvere una complicata situazione internazionale uccidendo centinaia di migliaia di innocenti. Già, che assurdità; meno male che noi occidentali siamo superiori, per questo combattiamo la nostra crociata contro il terrorismo bombardando un Paese la cui popolazione è colpevole di essere per la maggior parte musulmana e di ospitare Osama bin Laden; la nostra superiorità è evidente…però, vi prego di perdonarmi, una cosa non mi è chiara: questa non doveva essere la crociata di tutto l’Occidente contro il terrorismo? Ma, è una mia impressione, oppure è diventata la guerra tra Occidente e Islam? Sì, certo che lo è diventata, perché l’Islam è la causa di questo terribile terrorismo.
    D’accordo, procediamo per gradi: Osama bin Laden è la guida dei Talebani, i Talebani sono islamici, tutto il mondo islamico è colpevole. Giusto? Sbagliato? Chi risponde? La Storia. E chi, se no? E allora, andiamo un attimo indietro nel tempo, diciamo nel Medioevo, periodo di fioritura della cultura islamica. No, non ci stiamo sbagliando: la parola "Islam" significa proprio "sottomissione". Solo che noi, così aperti e civili, ci fermiamo sempre alle apparenze, e dunque sottomissione uguale: contrario di libertà. Giusto? Sbagliato. Sottomissione uguale: riconoscere la superiorità di Dio; Dio che guida l’uomo senza per questo togliergli libertà; l’uomo che dunque agisce per sua volontà e che è attivo, aperto, dinamico. Ci si dimentica troppo facilmente che molte opere (filosofiche e non) dell’antica Grecia, fondamento della nostra illuminata cultura, sono arrivate a noi grazie alla mediazione dei musulmani. Un esempio banale: Aristotele ha ispirato San Tommaso, le cui teorie sono alla base del moderno cattolicesimo. Chi ha fatto conoscere buona parte delle opere di Aristotele all’Occidente? Un certo Ibn Rashid, noto come Averroè, filosofo islamico del Medioevo. Dunque, in origine Islam era uguale: apertura. Oggi, è vero, i Talebani hanno interpretato la "sottomissione" in modo radicale, hanno strumentalizzato la legge del Corano e hanno privato la popolazione di ogni forma di libertà. Può anche essere giusto, quindi, cacciare i Talebani dall’Afghanistan, ma di sicuro non è giusto confonderli con tutti gli Islamici. Quando Kabul è caduta e i Talebani sono stati costretti a fuggire, la popolazione ha iniziato in massa a riprendersi quelle libertà che le erano state tolte, e questo dovrebbe farci aprire gli occhi, farci capire che non è proprio vero che tutti gli Islamici sono d’accordo con quella frangia estremista e terrorista rappresentata dai Talebani.
    E bisogna tenere presente tutto questo senza dimenticare di cercare di analizzare le cause che hanno portato alla realizzazione di questi orribili atti di terrorismo: abbiamo già dimenticato che Paesi del medio oriente, fra cui lo stesso Afghanistan, vivono in situazioni disperate anche a causa delle moderne "mire espansionistiche" dell’Occidente, giustificate dalla volontà di ristabilire una giustizia? E con quale criterio stabiliamo, noi occidentali, cosa è giusto per loro? Col criterio della nostra, di sottomissione: quella al Dio Denaro.

    Superiorità evidente. O no?

    Per carità, nessuna giustificazione per gli artefici degli attentati alle Twin Towers, ma è davvero la cosa giusta partire così decisi a sterminare una civiltà, usata come capro espiatorio di una situazione causata anche da noi?
    A volte mi sembra di essere tornata ai tempi della Shoà.

    DEBORA D'ANDREA Anno 2002

    "Il mio canto libero"

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